Tecnologie 3D applicate ai beni culturali

Negli ultimi anni la Fabbricazione Digitale, con il progressivo miglioramento della tecnologia e la sua rapida diffusione, sta aprendo nuove strade in differenti settori: industriale, architettonico, design, medicale e dei beni culturali. In particolare la scansione 3D e la stampa 3D hanno dimostrato di poter dare un reale contributo nel campo della conservazione, del restauro e della valorizzazione del nostro Patrimonio.

Il processo di digitalizzazione ha inizio con la scansione 3D del manufatto, un’acquisizione tridimensionale dell’oggetto effettuata con uno scanner a luce strutturata o a triangolazione che restituisce un modello digitale tridimensionale accurato dell’oggetto. In seguito il modello viene rielaborato con software di modellazione dedicati, è quindi possibile scalarlo dimensionalmente, modificarlo o ricostruire parti mancanti.


Infine il file digitale viene settato per la stampa 3D, un processo di deposizione a caldo del materiale plastico, strato dopo strato, che in poche ore (in base alla dimensione dell’oggetto) restituisce una fedele riproduzione fisica del manufatto. In tutto il mondo ci sono già numerosi esempi di come le nuove tecnologie, grazie alle competenze degli operatori qualificati, hanno permesso di trovare soluzioni in tempi brevi a problemi, spesso irrisolvibili con le metodologie tradizionali.

Di seguito alcune applicazioni delle repliche 3D nel campo dei beni culturali:


I: MATERIALI DI SUPPORTO PER PERCORSI TATTILI


Gli oggetti riprodotti tramite stampa tridimensionale possono rendersi molto utili per aiutare persone non vedenti a visualizzare sculture o manufatti artistici attraverso il tatto, senza, però, avere un diretto contatto con l’originale. Questo può essere fatto semplicemente producendo repliche con design adatti alla percezione dei dettagli superficiali dell’opera. Alcuni interessanti studi hanno applicato queste metodologie per trasformare anche dipinti o fotografie in modelli tridimensionali che possono fornire supporto visivo per i non vedenti. Le opportunità che derivano da repliche 3D non si limitano alla fruizione solamente da parte di persone non vedenti, ma possono essere valide risorse per i bambini e tutti i visitatori dei musei, dato che il tatto è uno degli approcci alla base della sperimentazione e comprensione del mondo esterno. In questo senso, le copie tridimensionali vanno oltre la classica percezione basata sulla vista per dare al fruitore dell’opera un’esperienza multisensoriale più ricca e piacevole.

Figura 1. Riproduzione tridimensionale della Monna Lisa, progetto “Unseenart” del finlandese Marc Dillon.

II: TEMPORANEO O PERMANENTE SOSTITUTO DELL’ ORIGINALE


Una copia tangibile stampata con le tecnologie di digitalizzazione può fare le veci di un qualsiasi manufatto che, per svariati motivi, deve essere rimosso dal suo ambiente originale. La sostituzione può essere limitata nel tempo, come ad esempio il prestito di un’opera per una mostra temporanea, o permanente (rimozione di una statua dalla sua posizione per proteggerla dal degrado ambientale). In questo modo, il visitatore può apprezzare l’opera nella location per la quale era stata studiata e creata e, allo stesso tempo, l’originale viene preservato e protetto. Una soluzione proposta dai curatori del Cyprus Institute per la Barca di Kafazani è di esibire la copia insieme all’originale, per poterne apprezzare meglio i particolari (Figura 2). Nel caso in cui un’opera sia richiesta per una mostra temporanea, il museo potrebbe anche scegliere di prestare una replica del manufatto; si ridurrebbero drasticamente i problemi puramente pratici e economici di trasporto.

Figura 2. Riproduzione 3D (a sinistra) e l’ originale barca di Kafazani, al Institute Cyprus.

III: PRODUZIONE DI IMBALLAGGI ADATTI AL TRASPORTO DI ARTEFATTI


Le tecnologie di fabbricazione digitale possono trovare un ampio sbocco nella creazione di imballi personalizzati o strutture di supporto per il deposito, trasporto o esposizione di manufatti fragili. Si riducono notevolmente i rischi nella manipolazione di oggetti di grande valore culturale, dato che le difficoltà e gli errori durante il procedimento manuale (quali possono essere le misure dell’opera, produzione dell’imballaggio, test sulla precisione del packaging, eventuali modifiche…) vengono sostituite da un processo computerizzato che prende spunto dal modello digitale 3D per produrre automaticamente una struttura di supporto su misura. Si possono scegliere, in questo modo, i materiali più adatti per la conservazione dell’oggetto, abbattendo i costi di produzione.

Figura 3. Struttura personalizzata stampata mediante analisi 3D del manufatto archeologico.

IV: FABBRICAZIONE DIGITALE COME SUPPORTO AL RESTAURO


Le tecnologie di stampa tridimensionale possono contribuire, inoltre, al restauro di opere d’arte. Molte sculture e monumenti sono conservati con parti mancanti essenziali, che possono essere sostituite da copie artificiali per dare una completa spiegazione al pubblico di come appariva la struttura originaria. Perciò, le stampanti 3D possono riprodurre in maniera accurata e veloce le lacune di molte installazioni artistiche, come è successo per il recupero di due busti funerari in calcare danneggiati e recuperati a Palmira poco dopo la prima occupazione ISIS.

I restauratori hanno utilizzato una stampante 3D per fabbricare pezzi per i busti, originariamente realizzati nel II° o III° secolo per poi fissare le parti 3D stampate sugli originali utilizzando dei magneti.


Figura 4. Ricostruzione in stampa 3D di busti funerari in calcare recuperati a Palmira.

V: EDUCAZIONE E SPERIMENTAZIONE NEI MUSEI


Decine di musei in tutto il mondo si stanno già attrezzando con laboratori di fabbricazione digitale al loro interno, come il Museo Archeologico Nazionale di Taranto-MArTA, uno dei primi esempi in Italia di sistema integrato tra personal fabrication e beni culturali. Il MArTA Lab si occupa di conservazione digitale dei beni archeologici del Museo, produzione di repliche dei manufatti che i visitatori avranno la possibilità di portare a casa, ed erogazione di laboratori di formazione per scuole e visitatori.

Figura 5. Corsi di formazione per studenti

FONTI:

Tesi “La stampa 3D nei Beni Culturali”- Analisi e caratterizzazione di materiali per la fabbricazione digitale di Beni Culturali, Laureando Greggio Irene, Università Ca Foscari, anno accademico 2017/2018


https://www.3d-archeolab.it/

data ultima consultazione 11/07/2020


https://www.agi.it/

data ultima consultazione 11/07/2020

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